Capolavoro del Seicento napoletano, nato come residenza climatica per la convalescenza dei Gesuiti. Fiabesco, conserva sale e spazi d’eleganza nobiliare, il chiostro trasformato in salone, il giardino con l’agrumeto e l’antica chiesa a tre altari, tra le più belle della penisola sorrentina. Ha ospitato il generale Murat, il duca di Wellington, lord Russell, Leopoldo Borbone, Mary Godwin, moglie del poeta Shelley, e Hans Christian Andersen. Sede del Comando alleato inglese, tra i primi ospiti postbellici ebbe Moravia. Antichissima la calata a mare dalla terrazza lanciata sul Golfo di Napoli.










