Nel 1936 lanciò a Milano il “Caffè concerto” (aperto fino alle 2 di notte!) dove si esibivano artisti internazionali, divenendo uno dei locali più alla moda. La frequentava il poeta Ungaretti; l’acquarellista Falzoni abitava all’ultimo piano e la considerava il suo studio; il filosofo e scrittore di vita Franco Bolelli ha lavorato qui ogni giorno a tavolino fino alla sua scomparsa nel 2020. Guidata dall’omonima famiglia da tre generazioni, i suoi dolci, budini di riso, croissant e panettoni hanno conquistato generazioni di artisti e docenti delle Università milanesi. Ricostruita dopo i bombardamenti del 1943, ha ampliato e inaugurato un nuovo angolo bar nel 2013.






























